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LA DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI UMANI

 

 

Il 10 dicembre 1948, l'Assemblea generale delle Nazioni Unite proclamava la Dichiarazione universale dei diritti umani. Per la prima volta nella storia dell'umanità, era stato prodotto un documento che riguardava tutte le persone del mondo, senza distinzioni. Per la prima volta veniva scritto che esistono diritti di cui ogni essere umano deve poter godere per la sola ragione di essere al mondo. Eppure la Dichiarazione è ancora disattesa, perché ancora troppo sconosciuta. Tra gli scopi di Amnesty International, c'è quello di renderne noti la storia e i contenuti, con tutti i mezzi possibili.

 

Insieme ai diritti alla libertà di espressione, ad ottenere un processo equo e a non subire trattamenti degradanti, la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani individua altri fondamentali diritti per i lavoratori e i sindacalisti:

  • Ognuno ha diritto alla libertà di riunione e di pacifica associazione (Articolo 20)

  • Ognuno ha diritto al lavoro... Ognuno ha diritto a fondare sindacati insieme ad altri o ad aderirvi (Articolo 23)

  • Ognuno ha diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire salute e benessere... (Articolo 25)

 

Scarica in PDF:

 

La Dichiarazione universale dei diritti umani! (138.83 KB).

 

La Dichiarazione universale dei diritti umani (versione semplificata) (1.08 MB).

 

La storia e la struttura della Dichiarazione universale (255.64 KB).

 

Da Amnesty International

 

 

 

 

L'Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO)

 

Esistono numerose convenzioni e standard internazionali sui diritti riguardanti il lavoro. L'unica agenzia delle Nazioni Unite che operi in questo settore su scala mondiale, l'Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) ha predisposto dei meccanismi per incoraggiare il rispetto dei diritti dei lavoratori e reprimere le violazioni. Attraverso le sue conferenze tripartite con i governi e le organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori ha individuato e provvede a verificare una serie di standard, sotto forma di Convenzioni e Raccomandazioni, inerenti la libertà di associazione, il diritto a costituire o aderire a sindacati e altre condizioni di lavoro.

 

Le Convenzioni dell'ILO

  • la libertà di associazione (n. 87)

  • il diritto ad organizzarsi e a contrattare collettivamente (n. 98)

  • la proibizione di qualsiasi forma di lavoro forzato (n. 29 e 125)

  • il diritto ad un salario uguale per un lavoro uguale (n. 100)

  • l'eliminazione di qualsiasi discriminazione in materia di impiego (n. 111)

  • la determinazione di un'età minima lavorativa (n. 138)

  • Convenzione "Sulle forme peggiori di lavoro minorile" (n. 82)

Molti degli standard internazionali relativi ai diritti dei lavoratori sono abitualmente violati dai datori di lavoro e dai governi, e molti non sono stati da questi ultimi neppure ratificati.

 

 

 
 

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