Firme false a 5 stelle: 4 indagati a Bologna e 13 a Palermo

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Firme false a 5 stelle: 4 indagati a Bologna e 13 a Palermo

Messaggio da leggereda Redazione » 23/11/2016, 15:19

Firme false a 5 stelle: 4 indagati a Bologna e 8 a Palermo

Quattro indagati per le firme false a Bologna e otto a Palermo sono dodici indagati del movimento 5 stelle. A Palermo e Bologna ci sono degli indagati per irregolarità nella raccolta firme a sostegno del Movimento 5 Stelle.

L'inchiesta di Bologna ipotizza a carico di quattro persone la violazione di un articolo della legge elettorale in occasione delle Regionali 2014, un fascicolo nato da un esposto di due militanti. Tra i quattro indagati c'è anche Marco Piazza, vicepresidente del Consiglio comunale.

Quattro gli indagati dalla procura di Bologna e tra questi c'è Marco Piazza, vice presidente del consiglio comunale. Oltre Piazza, braccio destro di Massimo Bugani (capogruppo M5s a Palazzo D'Accursio e candidato sindaco) l'inchiesta coinvolge direttamente Stefano Negroni dipendente comunale e simpatizzante grillino. A cui si aggiungono due militanti, Tania Fioroni e Giuseppina Maracino, rei di aver partecipato ai banchetti di raccolta firme.

Ai quattro indagati è contestata la violazione dell'articolo 90 comma 2 del Dpr 570 del 1960. Piazza sarebbe chiamato in causa in qualità di 'certificatore', insieme ad un suo collaboratore e ad altre due persone. Tra le contestazioni, nel fascicolo del Pm Michela Guidi che ha coordinato le indagini dei Carabinieri di Vergato, c'è quella di aver autenticato firme non apposte in loro presenza oppure in luogo diverso rispetto al requisito di territorialità, oppure in mancanza della qualità del pubblico ufficiale.

A Palermo Intanto sono partiti i primi inviti a comparire per alcuni indagati , in questo caso per le firme false M5s alle comunali del 2012. Secondo indiscrezioni una serie di indagati avrebbe concordato con i Pm la data dell'interrogatorio prima ancora dell'invito a comparire. L'atto rappresenta anche l'avviso di garanzia per il reato previsto dal testo unico sugli enti locali.

Dieci avvisi a comparire per gli indagati della vicenda firme false del Movimento 5 stelle. Sono atti che contengono gli avvisi di garanzia firmati dal procuratore aggiunto Dino Petralia e dalla sostituta Claudia Ferrari. Alcuni degli indagati hanno concordato con i magistrati le date delle audizioni. Sono almeno una decina le persone indagate (sul numero c'è ancora massimo riserbo): tra loro i deputati regionali Claudia La Rocca e Giorgio Ciaccio, che si sono autosospesi, e alcuni deputati nazionali, che però al momento sono ancora al loro posto. Gli interrogatori, che comprendono quelli dei parlamentari Riccardo Nuti e Claudia Mannino, dovrebbero iniziare nel week-end.

E' stata inoltre depositata questa mattina in Procura a Palermo l'informativa della Digos sugli accertamenti svolti in questo mese relativi alle indagini sulle firme false del M5S alle amministrative del 2012 di Palermo. In queste settimane sono state ascoltate oltre 400 persone per riconoscere le firme depositate dai grillini per partecipare alle Comunali di quattro anni fa. Ma oltre cento persone ascoltate hanno fatto mettere a verbale che le firme depositate non fossero le loro. Addirittura, in alcuni casi, qualcuno ha dichiarato di non avere mai firmato per le amministrative ma per il referendum sull'acqua pubblica. Un dubbio che ha espresso anche Fabio Trizzino, marito dell'ex assessore regionale Lucia Borsellino.


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Firme false a 5 stelle: 13 indagati a Palermo

Messaggio da leggereda Redazione » 28/11/2016, 14:54

Firme false a 5 stelle: 13 indagati a Palermo

Palermo - Sono 13 gli indagati dal Pm di Palermo per le firme false della lista Movimento cinque stelle alle comunali. Oltre ai 10 nomi, resi noti nei giorni scorsi, risultano iscritti nel registro degli indagati Pietro Salvino, marito della deputata nazionale Claudia Mannino, e la parlamentare Giulia Di Vita. Non è noto il nome del terzo inquisito.

E’ cominciato con la deputata nazionale Claudia Mannino il secondo giorno di interrogatori in Procura a Palermo per la vicenda delle firme false sulla lista dei Cinque Stelle alle comunali del 2012. Dopo Mannino, indagata insieme ad altre nove persone, sarà la volta dell'ex capogruppo grillino alla Camera, Riccardo Nuti, poi toccherà all'avvocato Francesco Menallo e al cancelliere Giovanni Scarpello, che avrebbe autenticato le firme falsificate.

Sabato ha risposto ai pm l'attivista Alice Pantaleone, che ha negato di essere presente la notte in cui, per rimediare ad un errore formale, sarebbero state ricopiate dalle originali centinaia di firme a sostegno della lista. Mentre si è avvalsa della facoltà di non rispondere Samanta Busalacchi, fedelissima di Riccardo Nuti.

Dall’inchiesta emerge che il deputato regionale del Movimento cinque stelle Giorgio Ciaccio, interrogato dai Pm di Palermo, ha raccontato ai magistrati tutti i particolari della vicenda firme false della lista grillina delle comunali del 2012. Ciaccio, che si era autosospeso dal movimento, ha confermato il racconto della collega dell’Ars Claudia La Rocca, che si era auto accusata e aveva fatto il nome degli altri grillini coinvolti. Pure lei si è autosospesa. Ciaccio sarebbe stato interrogato subito dopo essersi autosospeso alcuni giorni fa.

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