Legge Fini-Giovanardi su stupefacenti: la Consulta la boccia, viola costituzione, cancellata

Area dedicata alle sentenze della Corte di Cassazione e dei TAR.

Legge Fini-Giovanardi su stupefacenti: la Consulta la boccia, viola costituzione, cancellata

Messaggio da leggereda Redazione » 13/02/2014, 9:11

Legge Fini-Giovanardi su stupefacenti: la Consulta la boccia, viola costituzione, cancellata

Roma – Legge Fini-Giovanardi su stupefacenti: la Consulta la boccia. Viola la Costituzione la legge Fini-Giovanardi in materia di stupefacenti, con la quale sono state equiparate le droghe pesanti e quelle leggere. Lo ha sancito la Corte Costituzionale, dichiarando l'illegittimità della norma per violazione dell'articolo 77 della Costituzione, che regola la procedura di conversione dei decreti legge. Le nuove norme in materia di droga, infatti, erano state inserite con un emendamento, in fase di conversione, nel decreto legge sulle Olimpiadi invernali di Torino del 2006. A sollevare la questione di legittimità era stata la terza sezione penale della Cassazione.

Viene così cancellata la norma con cui si erano parificate "ai fini sanzionatori" droghe pesanti e leggere: con la Fini-Giovanardi erano infatti state elevate le pene, prima comprese tra due e sei anni, per chi spaccia hashish, prevedendo la reclusione da sei a venti anni con una multa compresa tra i 26mila e i 260mila euro.

Le motivazioni della Corte saranno rese note nelle prossime settimane: la bocciatura della Fini-Giovanardi dovrebbe far rivivere automaticamente la precedente normativa Iervolino-Vassalli, varata nel '90. Di certo, la pronuncia della Consulta avrà notevoli ripercussioni sia sul numero degli attuali detenuti arrestati per reati legati agli stupefacenti leggeri, sia sui procedimenti in corso per questi stessi reati.
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Legge Fini-Giovanardi su stupefacenti: la Consulta la boccia e la cancellata, le reazioni

Messaggio da leggereda Redazione » 13/02/2014, 9:12

Legge Fini-Giovanardi su stupefacenti: la Consulta la boccia e la cancellata, le reazioni

Roma - Legge Fini-Giovanardi su stupefacenti: la Consulta la boccia e la cancellata. Le reazioni: sono circa 10mila i detenuti su avrà un decisivo impatto la bocciatura della Consulta. Questa la previsione ribadita ieri dal presidente della "società della ragione", Stefano Anastasia, che già ieri, al termine dell'udienza pubblica alla Corte, aveva rilevato che la platea di detenuti interessati era di circa 10mila persone, tra detenuti in attesa di giudizio e condannati in via definitiva. Questi ultimi, in particolare, potranno chiedere un incidente di esecuzione per la rideterminazione della pena. Su chi è ancora in custodia cautelare, sarà il giudice di sorveglianza a valutare caso per caso la situazione.

"Questo raggiunto ieri è un ottimo risultato perchè da la possibilità di dare una prospettiva diversa a chi attualmente è imputato o condannato per fatti legati alle droghe leggere, anche con qualche sollievo alla situazione penitenziaria italiana. Finisce il proibizionismo della Fini-Giovanardi e questo ci consente di poter raggiungere gli altri Stati che stanno discutendo su una nuova politica in materia di droghe". Effetti della pronuncia della Consulta, che porterà a rivivere la legge Iervolino-Vassalli, che prevedeva pene comprese tra due e sei anni per reati legati alle droghe leggere, si faranno sentire anche sui procedimenti penali pendenti: i termini di prescrizione, infatti, saranno più brevi, e più ridotti anche gli strumenti investigativi, quali le intercettazioni, cui sarà possibile far ricorso in fase di indagini. Con la decisione della corte costituzionale, rientra in vigore la legge Iervolino-Vassalli che fù modificata dal referendum del 1993, che prevede pene più basse per le droghe leggere, lo spinello.

La Corte costituzionale, nella Camera di consiglio - si legge nel comunicato integrale della Consulta - ha dichiarato l'illegittimità costituzionale - per violazione dell'art. 77, secondo comma, della Costituzione, che regola la procedura di conversione dei decreti-legge - degli artt. 4-bis e 4-vicies ter del d.l. 30 dicembre 2005, n. 272, come convertito con modificazioni dall'art. 1 della legge 21 febbraio 2006, n. 49, così rimuovendo le modifiche apportate con le norme dichiarate illegittime agli articoli 73, 13 e 14 del d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 (Testo unico in materia di stupefacenti).
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