Bolzaneto: Cassazione, al G8 di Genova accantonato lo stato di diritto

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Bolzaneto: Cassazione, al G8 di Genova accantonato lo stato di diritto

Messaggio da leggereda Redazione » 11/09/2013, 9:28

Bolzaneto: Cassazione, al G8 di Genova accantonato lo stato di diritto

Roma – Bolzaneto: Cassazione, al G8 di Genova accantonato lo stato di diritto. Un "trattamento" dei detenuti "contrario alla legge" e "gravemente lesivo della dignità delle persone". Così la Cassazione traccia il quadro delle violenze avvenute nella caserma di Bolzaneto, dove, nei giorni successivi al G8 di Genova del 2001, vennero portati numerosi no-global fermati.

Nella caserma di Bolzaneto, nei giorni successivi al G8 di Genova del 2001, il "clima" fu quello di un "completo accantonamento dei principi-cardine dello Stato di diritto". Lo scrive la quinta sezione penale della Cassazione, nelle motivazioni della sentenza emessa il 14 giugno scorso, a carico degli imputati per le violenze sui no-global. La Corte confermò la prescrizione dei reati per 33 imputati, la condanna di 7 e pronunciò 4 assoluzioni, riducendo in parte, per ragioni procedurali, i risarcimenti alle vittime.

Le "violenze private" commesse sui no-global nella caserma di Bolzaneto nei giorni successivi al G8 di Genova si concretizzarono anche "nella costrizione a inneggiare al fascismo". E' quanto si legge nella sentenza con cui la Corte di Cassazione conferma la responsabilità di gran parte degli imputati - poliziotti, carabinieri, agenti e medici penitenziari - già sancita dalla Corte d'appello di Genova.

E' un vero e proprio "catalogo degli orrori" quello ricostruito, pagina dopo pagina, dai giudici: "lesioni con gas urticante", "percosse con calci, pugni schiaffi e colpi di manganello", "minacce" di vario tipo: una "chiara visione" di quello che stava accadendo non poteva non emergere dall'"aspetto atterrito e sanguinante degli arrestati", dal "modo in cui venivano apostrofati e trattati dai loro seviziatori", dalle "urla di dolore delle vittime" e appunto, da "canti e suoni inneggianti al fascismo che provenivano ora dall'esterno della caserma, ora dal corridoio".
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