MICHELA BRAMBILLA EX MINISTRO DEL TURISMO E DELLO SPRECO DI DENARO PUBBLICO

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MICHELA BRAMBILLA EX MINISTRO DEL TURISMO E DELLO SPRECO DI DENARO PUBBLICO

Messaggio da leggereda Redazione » 27/11/2011, 11:15

MICHELA BRAMBILLA EX MINISTRO DEL TURISMO E DELLO SPRECO DI DENARO PUBBLICO

Michela Brambilla, ex ministro del Turismo nel governo Berlusconi, caduto, è di nuovo agli onori delle cronache per "l'ultimo regalo della Brambilla". Già passata alla storia per un sito web sul turismo criticassimo, poco funzionale e con sperperi enormi di denaro pubblico per oltre 9 milioni di euro. La Brambilla ha provato a replicare l'impresa, di sperperare denaro pubblico, attraverso un quotidiano on line, da sovrapporre al portale. L'operazione era già a buon punto, avendo un gruppo di tre imprese vinto la gara per realizzarlo.

A vincere 3 imprese: Monrif Net Srl, Zeppelin group Srl-Paesionline Srl; della prima è presidente e amministratore Matteo Monti Riffeser, che appartiene alla famiglia che già edita Nazione, Resto del Carlino e Giorno. La seconda è un'azienda di Bolzano specializzata nella vendita dei software, mentre terzo partner dell'operazione è una società laziale, amministrata da tal Luca Cotichini, specializzata in guide turistiche e offerte di pacchetti vacanza on line. Quando tutto sembrava essere andato in porto, ci ha pensato la seconda classificata che aveva risposto al bando, ovvero la Unicity, bloccare il tutto, ritenendo che la commissione giudicante non avesse valutato le offerte regolarmente. Ecco quindi il ricorso al Tar del Lazio, che al momento blocca le ambizioni di Monrif e delle altre partecipanti, perché di fatto il giornale è fermo al palo.

Costi onerosi e stipendi lauti al tempo della cris - L'investimento di partenza prevedeva circa 4 milioni e mezzo di euro, al momento è stato speso più di 1 milione e mezzo. Molti dei soldi sono serviti per pagare gli stupendi di 5 project manager, ingaggiati con un contratto triennale. I manager voluti dalla Brambilla, avrebbero dovuto occuparsi degli aspetti tecnologici e di coordinamento del nascente giornale web. Non sarebbe mancata nemmeno una redazione volante di redattori predisposti a lavorare i contenuti dalle pagine on line.

Il dado è tratto ma il danno è riparabile- Tuttavia, c'è il rischio che, al netto della rimessa in discussione di chi abbia vinto l'appalto, il giornale venga comunque varato, poiché la sentenza non rimette attiene al progetto iniziale e anche gli investimenti previsti. A meno che il nuovo ministro, Piero Gnudi, non dia mandato al direttore generale delle Politiche turistiche del ministero, Roberto Rocca, di far saltare il tutto.

Un ministero pieno di scelte controverse - Una scelta che per molti rappresenterebbe l'ultima bocciatura di una politica segnata da grandi progetti e poche competenze, di cui restano sul campo la scelta di commissariare l'Enit, l'ente del turismo; di scegliere come manager dello stesso Paolo Rubini, privo di esperienze in ambito turistico; per poi passare alla nascente società per la convegnistica, Convention Bureau, che ha drenato altri soldi e riproposto alla guida lo stesso direttore dell'Enit, assegnandogli un secondo stipendio. L'eredità della Brambilla, insomma, è pesante e c'è chi, come Ludovico Vico del Pd, ha avanzato l'istruzione di una commissione parlamentare di inchiesta per capire le responsabilità di chi ha gestito la politica turistica, dall'ente del turismo, al Dipartimento del ministero, fino al più alto grado di gabinetto in materia. Il corso della vicenda è tutto da vedere, al momento però sono circa 3 i milioni di euro che la Brambilla non è riuscita a muovere e che giacciono lì, con buona pace del turismo italiano.
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