SPOT SULLE DONNE: DEGUSTA LA PASSERA: ESTATE FIGA, FATTI IL CAPO ...

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SPOT SULLE DONNE: DEGUSTA LA PASSERA: ESTATE FIGA, FATTI IL CAPO ...

Messaggio da leggereda Redazione » 28/07/2010, 11:17

SPOT SULLE DONNE: DEGUSTA LA PASSERA: ESTATE FIGA, FATTI IL CAPO ...

Non si capisce se ridere o piangere ... Non si ha piu' il senso della decenza. Ad un primo impatto, vedendo questi spot, viene da ridere, ma ragionandoci sopra, sono proprio animaleschi ed il pensiero prevalente è di non comprare questi prodotti che scambiano l’ironia con un becero mercimonio femminile. Il sesso è naturale per le persone, ma è una questione privata, legata all’intimo delle persone e, metterlo in piazza è disgustoso.


ALCUNI SPOT:
«Degusta la Passera», «Estate Figa», «Fidati ...te la do gratis ...la montatura", «Fatti il capo», «Montami a costo zero», "Scopri Torino" ...



P.S. E' INUTILE CHE PROVATE A FARE SPARIRE DAL WEB LE FOTO INCRIMINATE, TANTO IN DUE MINUTI SONO NUOVAMENTE ONLINE :biggrin2:
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Re: SPOT SULLE DONNE: DEGUSTA LA PASSERA: ESTATE FIGA, FATTI IL CAPO ...

Messaggio da leggereda Umby64 » 05/08/2010, 12:17

Il caso di Milazzo, «Montami a costo zero», sembra dunque aver fatto scuola: segnalazioni dalle città di Torino e Roma, spot contro il corpo delle donne anche a Udine e in tutta Italia, dove il liquore “Vecchio amaro del capo” viene pubblicizzato con un cartoncino intorno al collo della bottiglia riportante la foto del viso di una “segretaria” con lo slogan «Fatti il capo»: "Personalmente"

Un pannello fotovoltaico e una donna nuda, ripiegata in modo da suggerire una posizione sessuale tra le più note. Si fa fatica a credere come il guizzo creativo di chi si trova davanti un pannello - benché possa godere perlomeno del fascino della novità – possa nascere da quel genere di pulsioni. E non si vuole certo scomodare Freud per ricorrere a facile ilarità, perché l’argomento è serissimo e perché si teme di dover bussare alla porta di Jung, piuttosto, per scomodare l’inconscio collettivo di un popolo che perde ogni giorno pezzi di decenza fino a gridarlo su un manifesto.

Che fino a ieri campeggiava alto sulle vie di Milazzo per pubblicizzare il montaggio di pannelli fotovoltaici a costo zero. I creativi della Neo Comunication, autori dello spot si saranno arrovellati: cos’è che si monta di solito e che può costare anche caro? Una donna. Così che raccontare di questo manifesto provoca imbarazzo, e non per la volgarità – che pure provoca brividi di gelo – ma per l’unico messaggio che davvero regala lo spot: sprofondo culturale.

A difesa del quale viene chiamato in causa addirittura Oliviero Toscani. Perché questi creativi «buttano sangue» come lui, scrive Salvatore Calderone - poco dopo aver tolto lo spot come immagine del proprio profilo - sulla bacheca del gruppo Donne Libere e spiega: «Solo ironia... il loro lavoro lo fanno veramente col cuore». Non ce ne vorrà Calderone se piuttosto che al cuore ci viene da pensare a qualcos’altro, volendo scovare l’origine creativa del loro guizzo, se non altro per l’evidenza che l’immagine suggerisce. Ma siamo d’accordo con lui: è ironia, di quella che piace e far sbellicare chi pensa che una donna si debba comprare, montare, svendere. In questa vertigine da precipizio, però, si trovano degli appoggi. Il manifesto che pure penetra nei luoghi comuni sul machismo siculo, trova un comune luogo di indignazione. «Sentiamo l’urgenza di sollevare una reazione forte di fronte a una deriva italiana non più sopportabile», commenta Pina Milici, del gruppo Donne libere, che ogni domenica offre dibattiti e incontri sulla condizione femminile al bel caffè letterario, Puck. «Quando ho contattato il titolare della ditta mi ha aggredita e minacciata. Abbiamo deciso allora di segnalarli allo Iap», racconta Rosalba Lo Presti. E la reazione di Donne libere si è estesa: l’associazione Donne in quota, gruppi su Facebook – Mail bombing contro lo spot «a costo zero» -, l’assessorato alle pari opportunità, quello alle politiche sociali e il sindaco stesso, hanno richiesto la rimozione del manifesto dello scandalo. E l’hanno ottenuta.

I manifesti sono stati rimossi e il titolare della ditta, Federico Calderone s’è scusato ufficialmente. Seppure a denti stretti, tenendo a sottolineare che a «Milano, Firenze, Roma, dove la comunicazione è piena di messaggi sarcastici e coadiuvanti una campagna come quella proposta dalla nostra azienda sembrerebbe un messaggio innocente e simpatico e di sicuro stimolo».
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SPOT SULLE DONNE: SISLEY - DONNA E IL CETRIOLO

Messaggio da leggereda Redazione » 15/10/2010, 11:00


"La pubblicità della Sisley lesiva della dignità della donna, che è apparsa lo scorso mese di settembre sui cartelloni stradali di molte città d'Italia e della quale avevo chiesto la rimozione all'Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria, non potrà essere più diffusa". Lo rende noto, in un comunicato, la Consigliera Isabella Rauti, membro dell'Ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale del Lazio. "Nelle scorse settimane - continua - condividendo il senso della denuncia presentata dall'Unione Nazionale Consumatori e dalla Consulta Femminile della Regione Lazio per l'utilizzo di quelle immagini degradanti, mi sono rivolta all'Istituto Autodisciplina Pubblicitaria affinché questa pubblicità venisse rimossa. L'ingiunzione di desistenza rivolta dall'Istituto all'azienda a seguito delle segnalazioni ha ora acquistato valore di decisione. Il risultato positivo dell'iniziativa dell'Istituto per l'Autodisciplina Pubblicitaria dimostra l'efficacia di questo organo nel garantire il diritto ad una corretta informazione pubblicitaria. Stigmatizzo negativamente ogni forma di comunicazione che veicoli per scopi commerciali un'immagine ammiccante della donna come semplice mezzo di appagamento sessuale. Ci si dovrebbe liberare - conclude - di quelle residue tracce stereotipate che esauriscono il ruolo della donna ad esclusivo strumento di benessere erotico".
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SPOT SULLE DONNE: SILVIAN HEACH, CULO IN PRIMO PIANO IN CORTILE SCUOLA

Messaggio da leggereda Redazione » 27/02/2011, 11:08

SPOT SULLE DONNE: SILVIAN HEACH, CULO IN PRIMO PIANO IN CORTILE SCUOLA

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Il corpo della donna è considerato un oggetto per molti. Ancora una volta il culo di una donna usato per pubblicizzare un prodotto, la collezione di abbigliamento donna Silvian Heach primavera estate 2011. Le mamme e gli insegnanti: “Via quella foto dalla scuola”. L'azienda: “È un'opera artistica”.

«Ma quella ha il sedere di fuori!», urla la bambina alla maestra durante la lezione di informatica in laboratorio. Così una mamma si è rivolta alle autorità competenti, supportata dalla dirigente scolastica e da altri genitori. Nel frattempo il «sedere» sta sempre lì a sovrastare il cortile della scuola elementare di viale Puglie, l'istituto comprensivo Renzo Pezzani, zona Corvetto a Milano.

L'immagine del cartellone è stata scattata al Central Park di New York e pubblicizza la nuova collezione di abbigliamento donna Silvian Heach primavera estate 2011. Le foto in bianco e nero appese a dei grandi cartelloni pubblicitari nelle varie città italiane stanno già da qualche giorno suscitando molte polemiche, soprattutto sull'uso del corpo femminile. Ma l’azienda sostiene, attraverso i suoi legali, che, trattandosi della foto del grande Terry Richardson, ci si trova di fronte a un'espressione artistica. Anzi in un comunicato invita ad «essere più cauti nel dare apodittici giudizi morali, che rischiano di apparire evidentemente ipocriti». Connotazioni artistiche dunque secondo l' Arav Fashion spa «che non possono essere oggetto di alcuna forma di censura».

«Non siamo moralisti. Diciamo solo che sarebbe meglio che quella foto non stesse davanti ad una scuola. Si tratta solo di buon gusto». Elena Miglietta insegna italiano ai bambini di sette anni. «Dal secondo piano la si vede proprio davanti al naso - rincara -. Il muro della casa è proprio di fronte al corridoio. Io non me ero accorta. Sono stati i bambini a segnalarmela. Infatti ne parlottano ancora tra loro. Ma noi cerchiamo di non dare molta importanza alla cosa».

«Abbiamo segnalato il cartellone al vigile di servizio davanti alla scuola ma vogliamo essere sicuri che la pubblicità venga rimossa» chiede una mamma. Ma il Comune ha risposto che l'autorità competente è l'istituto dell'Autodisciplina pubblicitaria. «Il nostro obiettivo è rafforzare l'azione del Ministro Mara Carfagna attraverso un'iniziativa della nostra Amministrazione - spiega Maurizio Cadeo, assessore al decoro urbano - finalizzata a chiedere ai proprietari degli impianti di vigilare su ciò che viene loro proposto dai Centri Media, invitandoli, in caso di dubbio sui contenuti pubblicitari, a chiedere preventivamente il parere dello Iap. Pena, in caso contrario, l'applicazione dello strumento previsto nelle nostre competenze, ovvero la revoca dell'autorizzazione all'impianto pubblicitario». Del caso è stata coinvolta anche la commissione delle pari opportunità del Comune di Milano presieduta da Patrizia Quartieri: « È una pubblicità sessista - commenta il consigliere indipendente di Rifondazione Comunista - in una città dove l’educazione sessuale si fa sempre meno, mentre dalle finestre dell’aula ti entra un bel sedere 6 metri X 6».


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Re: SPOT SULLE DONNE: DEGUSTA LA PASSERA: ESTATE FIGA, FATTI IL CAPO ...

Messaggio da leggereda Umby64 » 26/09/2016, 15:10

Sesso gratis: gommista in provincia di Lecce ha pubblicizzato la sua azienda

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Un gommista in provincia di Lecce ha pubblicizzato la sua azienda con la scritta a caratteri cubitali 'Sesso gratis'. Ma a guardar bene, sul grande manifesto c'è scritto invece: "Per l'acquisto di 4 pneumatici, non importa quale sia il tuo sesso, otterrai gratis un lavaggio della tua vettura". L'azienda commenta con ironia: "È questione di marketing".
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