Strage stazione di Bologna: 2 agosto 1980, ore 10,25, 85 morti e 200 feriti

Area dedicata agli avvenimenti storici, ricordi del passato e ricorrenze importanti.

Strage stazione di Bologna: 2 agosto 1980, ore 10,25, 85 morti e 200 feriti

Messaggio da leggereda Redazione » 03/08/2011, 10:08

2 AGOSTO 1980: LA STRAGE DELLA STAZIONE DI BOLOGNA, ORE 10,25, 85 MORTI E 200 FERITI

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La memoria storica che tenta di dimenticare il passato; Dopo 30 anni, lo stato ancora non ha fatto piena luce sulle motivazioni perverse ed i veri responsabili della strage, ancora vige il segreto di stato ed ancora molte ombre nere rimangono impunite; Per ora gli esecutori materiali, i due terroristi neofascisti "Mambro Francesca e Fioravanti Francesco Valerio'' condannati definitivamente all'ergastolo dopo cinque gradi di giudizio; Furono proprio loro ad accusare i mandanti dell'attentato: “NOI ALL’ERGASTOLO LORO AL GOVERNO”. Ad oggi sono rimasti impuniti i veri mandanti della strage. E' uno degli atti terroristici più gravi avvenuti in Italia nel secondo dopoguerra. Per Bologna e per l'Italia è stata una drammatica presa di coscienza della recrudescenza del terrorismo. La bomba era composta da 23 kg di esplosivo, una miscela di 5 kg di tritolo e T4 detta "Compound B", potenziata da 18 kg di gelatinato (nitroglicerina ad uso civile).


IL RICORDO DEGLI 85 MORTI:
NOMI / COGNOMI/ ANNI
Codice: Seleziona tutto
ANTONELLA CECI
 ^ 19
 
ANGELA MARINO
 " 23
 
LEO LUCA MARINO
 " 24
 
DOMENICA MARINO
 " 26
 
ERRICA FRIGERIO IN DIOMEDE FRESA
 " 57
 
VITO DIOMEDE FRESA
 " 62
 
CESARE FRANCESCO DIOMEDE FRESA
 " 14
 
ANNA MARIA BOSIO IN MAURI
 " 28
 
CARLO MAURI
 " 32
 
LUCA MAURI
 " 6
 
ECKHARDT MADER
 " 14
 
MARGRET ROHRS IN MADER
 " 39
 
KAI MADER
 " 8
 
SONIA BURRI
 " 7
 
PATRIZIA MESSINEO
 " 18
 
SILVANA SERRAVALLI IN BARBERA
 " 34
 
MANUELA GALLON
 " 11
 
NATALIA AGOSTINI IN GALLON
 " 40
 
MARINA ANTONELLA TROLESE
 " 16
 
ANNA MARIA SALVAGNINI IN TROLESE
 " 51
 
ROBERTO DE MARCHI
 " 21
 
ELISABETTA MANEA VED. DE MARCHI
 " 60
 
ELEONORA GERACI IN VACCARO
 " 46
 
VITTORIO VACCARO
 " 24
 
VELIA CARLI IN LAURO
 " 50
 
SALVATORE LAURO
 " 57
 
PAOLO ZECCHI
 " 23
 
VIVIANA BUGAMELLI IN ZECCHI
 " 23
 
CATHERINE HELEN MITCHELL
 " 22
 
JOHN ANDREW KOLPINSKI
 " 22
 
ANGELA FRESU
 " 3
 
MARIA FRESU
 " 24
 
LOREDANA MOLINA IN SACRATI
 " 44
 
ANGELICA TARSI
 " 72
 
KATIA BERTASI
 " 34
 
MIRELLA FORNASARI
 " 36
 
EURIDIA BERGIANTI
 " 49
 
NILLA NATALI
 " 25
 
FRANCA DALL’OLIO
 " 20
 
RITA VERDE
 " 23
 
FLAVIA CASADEI
 " 18
 
GIUSEPPE PATRUNO
 " 18
 
ROSSELLA MARCEDDU
 " 19
 
DAVIDE CAPRIOLI
 " 20
 
VITO ALES
 " 20
 
IWAO SEKIGUCHI
 " 20
 
BRIGITTE DROUHARD
 " 21
 
ROBERTO PROCELLI
 " 21
 
MAURO ALGANON
 " 22
 
MARIA ANGELA MARANGON
 " 22
 
VERDIANA BIVONA
 " 22
 
FRANCESCO GOMEZ MARTINEZ
 " 23
 
MAURO DI VITTORIO
 " 24
 
SERGIO SECCI
 " 24
 
ROBERTO GAIOLA
 " 25
 
ANGELO PRIORE
 " 26
 
ONOFRIO ZAPPALA’
 " 27
 
PIO CARMINE REMOLLINO
 " 31
 
GAETANO RODA
 " 31
 
ANTONINO DI PAOLA
 " 32
 
MIRCO CASTELLARO
 " 33
 
NAZZARENO BASSO
 " 33
 
VINCENZO PETTENI
 " 34
 
SALVATORE SEMINARA
 " 34
 
CARLA GOZZI
 " 36
 
UMBERTO LUGLI
 " 38
 
FAUSTO VENTURI
 " 38
 
ARGEO BONORA
 " 42
 
FRANCESCO BETTI
 " 44
 
MARIO SICA
 " 44
 
PIER FRANCESCO LAURENTI
 " 44
 
PAOLINO BIANCHI
 " 50
 
VINCENZINA SALA IN ZANETTI
 " 50
 
BERTA EBNER
 " 50
 
VINCENZO LANCONELLI
 " 51
 
LINA FERRETTI IN MANNOCCI
 " 53
 
ROMEO RUOZI
 " 54
 
AMORVENO MARZAGALLI
 " 54
 
ANTONIO FRANCESCO LASCALA
 " 56
 
ROSINA BARBARO IN MONTANI
 " 58
 
IRENE BRETON IN BOUDOUBAN
 " 61
 
PIETRO GALASSI
 " 66
 
LIDIA OLLA IN CARDILLO
 " 67
 
MARIA IDRIA AVATI
 " 80
 
ANTONIO MONTANARI
 " 86


LA STRAGE DELLA STAZIONE DI BOLOGNA; LA STORIA

  • Il 2 agosto 1995 il Senato approva di nuovo una legge che ha lo stesso titolo di quella proposta dai familiari delle vittime : ABOLIZIONE DEL SEGRETO DI STATO NEI DELITTI DI STRAGE E TERRORISMO, ma il contenuto prevede ancora la possibilità di porre il segreto di stato per quei reati.
  • Il 22 Novembre inizia il processo in Cassazione, la sentenza viene emessa il 23 Novembre 1995.
    VIENE CONFERMATA NELLA SOSTANZA LA SENTENZA DEL 2° PROCESSO D’APPELLO.

SENTENZA DEFINITIVA:
ERGASTOLO / ESECUTORI
  • MAMBRO FRANCESCA
  • FIORAVANTI FRANCESCO VALERIO

DEPISTAGGIO
  • GELLI LICIO, 10 ANNI
  • PAZIENZA FRANCESCO, 10 ANNI
  • MUSUMECI PIETRO, 8,5 ANNI
  • BELMONTE GIUSEPPE, 7,11 ANNI

BANDA ARMATA
  • MAMBRO FRANCESCA, 15 ANNI
  • FIORAVANTI VALERIO, 16 ANNI
  • CAVALLINI GILBERTO, 12 ANNI
  • GIULIANI EGIDIO, 8 ANNI
  • PICCIAFUOCO SERGIO, RINVIO A FIRENZE PER UN NUOVO PROCESSO
  • FACHINI MASSIMILIANO, ASSOLTO
Il 18 giugno 1996 la Corte d’Appello di Firenze assolve Picciafuoco; il Procuratore Generale ricorre in Cassazione.



Per ricordare cosa successe in una sintesi di decenni di storia:
IL 2 AGOSTO 1980 ALLA STAZIONE DI BOLOGNA ALLE ORE 10,25 ESPLODE UNA BOMBA CHE CAUSA 85 MORTI E 200 FERITI

Alle 10:25, nella sala d'aspetto di 2º classe della Stazione di Bologna Centrale, affollata di turisti e di persone in partenza o di ritorno dalle vacanze, un ordigno a tempo, contenuto in una valigia abbandonata, esplose, causando il crollo dell'ala ovest dell'edificio. L'esplosivo, di fabbricazione militare, era posto nella valigia, sistemata a circa 50 centimetri d'altezza su di un tavolino portabagagli sotto il muro portante dell'ala ovest, allo scopo di aumentarne l'effetto[1]; l'onda d'urto, insieme ai detriti provocati dallo scoppio, investì anche il treno Ancona-Chiasso, che al momento si trovava in sosta sul primo binario, ed il parcheggio dei taxi antistante l'edificio. L'esplosione causò la morte di 85 persone ed il ferimento o la mutilazione di oltre 200.

La città reagì con orgoglio e prontezza: molti cittadini, insieme ai viaggiatori presenti, prestarono i primi soccorsi alle vittime e contribuirono ad estrarre le persone sepolte dalle macerie; immediatamente dopo l'esplosione la corsia di destra dei viali di circonvallazione che circondano il centro storico di Bologna, e su cui si trova la stazione, fu riservata alle ambulanze ed ai mezzi di soccorso e, dato il grande di numero di feriti, non essendo tali mezzi sufficienti al loro trasporto verso gli ospedali cittadini, vennero impiegati anche autobus, auto private e taxi ed, al fine di prestare le cure alle vittime dell'attentato, i medici ed il personale ospedaliero fecero ritorno dalle ferie, così come i reparti, chiusi per le festività estive, furono riaperti per consentire il ricovero di tutti i pazienti.

Subito dopo l'attentato, il governo italiano, presieduto da Francesco Cossiga, e le forze di polizia attribuirono lo scoppio a cause fortuite, ovvero all'esplosione di una caldaia nel sotterraneo della stazione. Non appena apparvero più chiare le dinamiche e fu palese una matrice terrorista, attribuirono la responsabilità della strage al terrorismo nero.

Già il 26 agosto 1980 la Procura della Repubblica di Bologna emise ventotto ordini di cattura nei confronti di militanti di estrema destra dei Nuclei Armati Rivoluzionari: Roberto Fiore e Massimo Morsello (futuri fondatori di Forza Nuova), Gabriele Adinolfi, Francesca Mambro, Elio Giallombardo, Amedeo De Francisci, Massimiliano Fachini, Roberto Rinani, Giuseppe Valerio Fioravanti, Claudio Mutti, Mario Corsi, Paolo Pizzonia, Ulderico Sica, Francesco Bianco, Alessandro Pucci, Marcello Iannilli, Paolo Signorelli, PierLuigi Scarano, Francesco Furlotti, Aldo Semerari, Guido Zappavigna, GianLuigi Napoli, Fabio De Felice, Maurizio Neri. Vengono subito interrogati a Ferrara, Roma, Padova e Parma. Tutti saranno scarcerati nel 1981.

Vi furono svariati episodi di depistaggio, organizzati per far terminare le indagini, dei quali il più grave è quello ordito da parte di alcuni vertici dei servizi segreti del SISMI, tra i quali Pietro Musumeci e Giuseppe Belmonte, che fecero porre in un treno a Bologna, da un sottufficiale dei carabinieri, una valigia piena di esplosivo, dello stesso tipo che fece esplodere la stazione, contenente oggetti personali di due estremisti di destra, un francese e un tedesco. Musumeci produsse anche un dossier fasullo, denominato "Terrore sui treni", in cui riportava gli intenti stragisti dei due terroristi internazionali in relazione con altri esponenti dell'eversione neofascista, tutti legati allo spontaneismo armato, senza legami politici, quindi autori e allo stesso tempo mandanti della strage.

Francesco Cossiga, il 15 marzo 1991, al tempo della sua presidenza della Repubblica, affermò di essersi sbagliato a definire "fascista" la strage alla stazione di Bologna e di essere stato mal indicato dai servizi segreti. Attorno a questa strage, come era già avvenuto per la Strage di piazza Fontana nel 1969, si sviluppò un cumulo di affermazioni, controaffermazioni, piste vere e false, tipiche di altri tragici avvenimenti della cosiddetta strategia della tensione.

Lentamente e con fatica, attraverso una complicata e discussa vicenda politica e giudiziaria, e grazie alla spinta civile dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980, si giunse ad una sentenza definitiva della Corte di Cassazione il 23 novembre 1995. Vennero condannati all'ergastolo, quali esecutori dell'attentato, i neofascisti dei NAR Giuseppe Valerio Fioravanti e Francesca Mambro, che si sono sempre dichiarati innocenti, mentre l'ex capo della P2 Licio Gelli, l'ex agente del SISMI Francesco Pazienza e gli ufficiali del servizio segreto militare Pietro Musumeci e Giuseppe Belmonte vennero condannati per il depistaggio delle indagini.

Il 9 giugno 2000 la Corte d'Assise di Bologna emise nuove condanne per depistaggio: 9 anni di reclusione per Massimo Carminati, estremista di destra, e quattro anni e mezzo per Federigo Mannucci Benincasa, ex direttore del SISMI di Firenze, e Ivano Bongiovanni, delinquente comune legato alla destra extraparlamentare. Ultimo imputato per la strage è Luigi Ciavardini, con condanna a 30 anni confermata nel 2007. Anche lui continua a dichiararsi innocente. Eventuali mandanti della strage non sono mai stati scoperti.


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Strage stazione di Bologna: i nar Mambro e Fioravanti condannati a pagare 2 miliardi

Messaggio da leggereda Redazione » 19/11/2014, 15:06

Strage stazione di Bologna: i nar Mambro e Fioravanti condannati a pagare 2 miliardi

Bologna 19 nov 2014 - Valerio Giuseppe Fioravanti e Francesca Mambro, ex Nar condannati definitivamente per la strage della stazione di Bologna del 2 agosto 1980, sono stati condannati dal tribunale civile a risarcire danni per 2 miliardi, 134 milioni e 273mila euro alla Presidenza del Consiglio e al ministero dell'Interno. Si tratta della causa che doveva quantificare e liquidare il danno già accertato in forma generica dalle sentenze penali che avevano condannato i due all'ergastolo.

La decisione è del giudice della terza sezione civile del tribunale di Bologna, Francesca Neri. La causa era stata promossa dalla presidenza del Consiglio dei ministri e dal ministero dell'Interno, con il patrocinio dell'avvocatura dello Stato. Si tratta della causa che doveva quantificare e liquidare il danno già accertato in forma generica dalle sentenze penali che avevano condannato i due all'ergastolo. Il tribunale ha respinto l'eccezione di prescrizione sollevata dalla difesa di Mambro e Fioravanti (avvocati Alessandra Tucci, Jacopo Mannini e Cinthia Bianconi) e ha dichiarato i due responsabili in solido dei danni subiti dalle amministrazioni dello Stato a seguito del delitto commesso a Bologna, il 2 agosto 1980.
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