Uscire dalla crisi favorendo le produzioni italiane

come modificare
Area dedicata alle proposte o modifiche di legge.

Uscire dalla crisi favorendo le produzioni italiane

Messaggio da leggereda Redazione » 21/03/2012, 15:56

Uscire dalla crisi favorendo le produzioni italiane

L’Italia è in crisi, per uscire bisogna fare sacrifici, qualcuno dice: è l’Europa che ce lo chiede. Pura ipocrisia. Adeguiamo anche gli stipendi Italiani alla Germania.

I punti chiave della crisi non si sono voluti affrontare, l’Italia soffre da troppi anni perche gli squali continuano a chiudere le produzioni per portarle all’estero. Si perdono posti di lavoro, tasse, contributi e redditi alle persone. L’Italia è in crisi perche’ gli italiani non hanno i soldi da spendere ed è per questo che l’economia è in recessione.

Basta leggere attentamente gli ultimi dati Istat relativi alla produzione industriale per capire che il problema è al nostro interno. Istat: fatturato dell'industria a gennaio -4,4%; sul mercato interno c'è stato un pesante -7,1%, mentre su quello estero un aumento dell'1,3%.

Questi dati fanno capire cosa succede in Italia, l’industria migliora sulle esportazioni ma peggiora pesantemente nel mercato interno, perche? Gli italiani non hanno soldi da spendere.

Ma allora quali sono le ricette per risolvere il problema?.

Di sicuro non sono le fallimentari ricette liberiste, che ci hanno portato sull’orlo del fallimento. Per risolvere il problema bisogna assolutamente andare a guardare il perché e cosa ha causato la pesante recessione Italiana. Per la gente comune è forse piu’ facile capire, anche perche’ vivono tutti i giorni sulla loro pelle le difficolta’ quotidiane. Piu’ difficile lo è per i politici che devono rendere conto alle banche e agli imprenditori che li finanziano.

Ma entriamo nel dettaglio dei problemi:
Per anni si è continuato a chiudere le produzioni per trasferirle all’estero. Questi sono tutti posti di lavoro persi, meno tasse, contributi e stipendi persi e di conseguenza soldi in meno da spendere.

Il mercato comune ci impone di comprare i prodotti spazzatura che vengono dai paese emergenti e, sui mercati si comprano maggiormente prodotti esteri. Con la conseguenza di avere nei mercati interni al dettaglio, prodotti di scarsa qualita’ a prezzi bassi. Questo oltre a danneggiare i nostri produttori i quali vengono strozzarti sui prezzi, fa perdere posti di lavoro e reddito e danneggia il consumatore che è costretto a comprare quello che trova e non sa neanche da dove viene, perché le etichette sono confuse e non ci sono specifiche leggi che impongono etichette serie e dettagliate.

Allora cosa fare per uscire dalla crisi?
Intanto bisogna iniziare con una legge che obbliga l’etichettatura completa di tutti i prodotti, con l’obbligo di dichiarare dove sono stati prodotti e confezionati, per gli alimentari anche dove sono stati coltivati o nati e allevati. Insomma una tracciabilità seria e scrupolosa di tutti i prodotti. E fare assoluto divieto di vendita di tutti i prodotti privi di etichette dettagliate.

In questa maniera si evita, per esempio, che alcuni produttori di pomodori, mescolano il pomodoro italiano con la conserva cinese per poi rifilarla nei negozi come produzioni italiane. Non solo, la mozzarella, spesso viene prodotta con latte in polvere e fecola di patate e ce la vendono per prodotto italiano. E’ questo lo fanno anche le grandi marche.

Poi bisogna procedere con una campagna a tappeto di sensibilizzazione delle persone, invitando a comprare ed a consumare prodotti Italiani. Nessun divieto, ma un invito a consumare Italiano.

A questo punto bisogna pero’ riorganizzare le produzioni interne, favorendo l’aggregamento delle piccole attivita’ produttive in consorzi territoriali regionali. Questo per tagliare la strada a chi oggi specula ed impone prezzi bassi ai produttori. I vari consorzi regionali, dovranno raccogliere tutte le produzioni degli associati ed immetterle direttamente nei mercati al dettaglio della regione. Tagliando la filiera produttiva si arriva sul mercato con prezzo competitivo, mantenendo alta la qualita’ del prodotto, certificata dal consorzio regionale. Gli scambi dei prodotti esteri saranno comunque garantiti, ma ha questo punto, non ci sara’ piu’ l’imposizione dei prezzi negativi al produttore.

Altro punto piccate e molto delicato è la tassazione del lavoro. La strada certa è che bisogna ridurla. Proviamo a fare un ipotesi. Favorire la nascita di dop regionali: tutte le imprese che si associano e producono sul territorio Italiano con mano d’opera in regola, avranno delle agevolazioni. Introdurre per le imprese dop uno sgravio fiscale e contributivo. Spartendo lo sgravio al 50% tra imprese e lavoratori. Una forma per immettere piu’ soldi nelle tasche della gente, da spendere nei mercati al dettaglio.

Qualcuno dirà: l’Europa non permette gli aiuti di stato. Bene, non lo fa lo stato centrale ma le regioni, riducendo le tasse regionali, nelle forme consentite. Questo sarebbe un buon inizio per la ripresa Italiana. E sopra tutto, per toglierci dalle scatole chi specula sulle disgrazie degli altri.


Redazione UmbyWeb Notiziario Edicola OnLine
Se ti piace, Visita gli sponsor e iscriviti gratis
Avatar utente
Redazione
Moderatori globali
Moderatori globali
 
Messaggi: 14593
Iscritto il: 16/03/2010, 11:20

Torna a Leggi e Proposte di leggi

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 1 ospite

cron