Ripensare l’economia per un mondo migliore

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Ripensare l’economia per un mondo migliore

Messaggio da leggereda Umby64 » 14/10/2011, 12:20

Ripensare l’economia per un mondo migliore

La globalizzazione ed il liberismo selvaggio hanno travolto l’economia mondiale. Ora è il momento di ripensare all’economia, perche quando i popoli non hanno i soldi per la sopravvivenza è ovvio che i consumi entrano in contrazione e l’economia ristagna. Ci hanno travolto l’esistenza con un mare di balle, consumate, consumate, ma nel frattempo stavano trasferendo le imprese nei paese emergenti ed ora il lavoro non esiste più. Non si investe più nel lavoro ma nella finanza creativa ed è per questo che va ripensata radicalmente l’economia.

Non è più pensabile che lo stato paga per distruggere i raccolti, quando esistono milioni di persone che soffrono la fame. Con i stessi soldi, lo stato pagherà per acquistare i raccolti in esubero per trasferirli ad associazioni umanitarie per donarli ai popoli dei paesi dove si soffre la fame.

I generi alimentari di prima necessità, quali, grano, latte, pomodori, devono essere sottoposti ad un maggiore controllo di qualità con prezzi calmierati e controllati. E’ inutile ricordare che l’Acqua è un bene primario, il quale deve rimanere libero a disposizione di tutti.

Nel dettagli alcuni punti fondamentali:

    1. Al primo punto, tassare pesantemente gli utili azionari e, una nuova tassa sui dividendi azionari. Per incentivare, imprese e capitali ad investire nel lavoro e non nella finanza creativa.

    2. Defiscalizzazione alle imprese degli utili reinvestiti sul lavoro e riduzione delle tasse sul lavoro, dando una maggiore liquidità alle imprese e ai lavoratori. Più soldi nelle tasche delle persone vuol dire maggiori consumi di prodotti.

    3. I consumi – Rieducare le popolazioni a privilegiare il consumo locale, propagandando i prodotti territoriali. Incentivare i consumi dei prodotti locali e finanziare la nascita di consorzi territoriali, legati alle coltivazioni, pesca ed allevamento di bestiame. Creare dei Dop regionali legati al territorio con obbligo d’utilizzo esclusivo di prodotti e mano d’opera locale (i così detti a km 0). Le imprese assemblatrici che vorranno partecipare ai Dop regionali, dovranno utilizzare nelle confezioni, esclusivamente i prodotti locali e certificarli in etichetta. Le imprese potranno in ogni caso confezionare anche altri prodotti di varie provenienze, ma con l’obbligo di dicitura in etichetta e non potranno avere defiscalizzazioni sui prodotti non Dop. Per le imprese esterne ai consorzi, basta agire sulle percentuali iva al dettaglio, ad esempio: Dop iva al 10% - non dop iva al 20%.

    4. Il lavoro – I sistemi di contratti lavorativi devono essere assolutamente semplificati, lasciando un solo “contratto unico nazionale”, con le sole varianti, da concordare con i sindacati nazionali, legate al lavoro usurante e dove si rischia la vita. Una maggiore velocità ed elasticità nelle assunzioni, con la possibilità di assumere a tempo determinato, con un tetto di 36 mesi massimi, trascorsi i quali il contratto diventa a tempo indeterminato, con un unico contratto nazionale. Inserire l’obbligo di comunicazione da parte delle imprese, alle autorità competenti, 24 ore prima dell’inizio del lavoro, norma necessaria per abbattere il lavoro nero. E’ ovvio ricordare che la nascita di un contratto unico europeo sarebbe la strada migliore da percorrere. Vedi anche Misure anti crisi in materia del Lavoro.

Testo di bozza semplificata di come Ripensare l’economia.



Contratto Unico Nazionale - del 05/04/2010

Misure anti crisi in materia del Lavoro - del 05/04/2010
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